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Letture e approfondimenti per imprenditori (e non solo).

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    Debito, tassi e crescita. La spirale diabolica che frena la ripresa

    di Marco Onado Il rapporto sulla stabilità finanziaria della Bce è sempre l’occasione per mettere a nudo i problemi della crisi europea, ma questa volta è anche l’occasione per una sana doccia gelata a chi si illudeva (più nel mondo della politica che dell’economia) che la ripresa economica che si va consolidando fosse da sola capace di portarci fuori dal guado. È vero il contrario, proprio perché gli strumenti eccezionali usati dalla Bce hanno portato ai minimi storici i tassi di interesse, riducendo drasticamente il costo del debito pubblico, sia per i Paesi come Grecia o Italia con il debito più [...]

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    Rilancio. La rivoluzione necessaria per far crescere il paese

    Negli anni 70 l’Italia ha perso competitività. Oggi l’unico rimedio possibile è riformare il tessuto produttivo con proposte che non guardino al passato di Roger Abravanel In occasione del 60° anniversario della Ue si sono risvegliati molti economisti per ricordare che l’uscita dall’Euro sarebbe un disastro per il nostro Paese. Eppure i nemici dell’Europa continuano imperterriti a sostenere che «prima dell’euro, l’economia italiana andava meglio perché la svalutazione consentiva di aumentare le esportazioni». È vero? La storia sembra dimostrare di no. Negli ultimi 70 anni, l’unico periodo in cui l’economia italiana è cresciuta più dell’Europa, sono stati gli anni del «miracolo economico» [...]

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    I rapporti Fondazione Hume. Perché solo la crescita può ridurre il debito

    di Luca Ricolfi Una delle tante cose che non ho mai capito, parlando di Europa, è perché i Trattati siano (e soprattutto permangano) così severi sul deficit pubblico, che mai e poi mai dovrebbe superare la fatidica soglia del 3% del Pil, e siano così indulgenti sul debito, cui senza molta convinzione (ovvero senza sanzioni) si richiede soltanto di restare, o più o meno lentamente tornare, al di sotto del 60% del Pil. Se lo scopo principale di queste due regole è evitare che uno Stato indebitato non riesca più ad approvvigionarsi sui mercati finanziari in quanto gli investitori hanno [...]

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    L’economia italiana. Produttività e demografia le ragioni del nostro ritardo

    I dati. Nel 2015 il Pil è aumentato dello 0,08% contro l’1,7% dell’area dell’euro. Le ultime previsioni indicano per il 2016 un incremento dell’1,1% contro l’1,6% europeo di Lorenzo Bini Smaghi Il dato sulla crescita del Prodotto lordo nel primo trimestre di quest’anno conferma la fase di ripresa in atto dell’economia italiana. Conferma, purtroppo, anche l’incapacità di tenere il passo dell’economia europea, che da anni cresce ad un ritmo ben più sostenuto. Nel 2015 il Pil italiano è aumentato dello 0,8%, contro l’1,7% dell’area dell’euro. Le ultime previsioni della Commissione europea indicano per il 2016 un incremento dell’1,1%, contro l’1,6% [...]

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    I dati per una svolta. Quattro test per l’anno nuovo

    di Luca Ricolfi C’è chi dice che la svolta non c’è ancora stata, c’è chi dice che invece sì, l’Italia con il 2015 ha voltato pagina. Naturalmente la risposta alla domanda sulla svolta dipende da quel che si intende per svolta o, se vogliamo essere cattivelli, dal modo in cui si manipolano i dati per ottenere la risposta che si desidera. E allora vorrei fare una proposta in vista del Natale 2016, quando ci ritoccherà sentire amici e nemici del governo appassionarsi sulla “svolta”: mettiamoci d’accordo sin d’ora, a carte coperte, su che cosa possa ragionevolmente essere considerato una svolta [...]

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    Le teorie economiche che non servono più

    L’incertezza globale potrebbe radicarsi oltre la congiuntura che ne è la causa di Gianni Toniolo   L’annuale incontro dei governatori delle banche centrali a Jackson Hole nel Wyoming si è chiuso nel segno dell’incertezza sul futuro dell’economia mondiale. Anche quanto detto da Draghi giovedì scorso si giustifica con un’accresciuta incertezza. Le previsioni sono instabili, aumenta il divario tra le stime prodotte dai diversi analisti, pubblici e privati. L’incertezza è alimentata da fattori contingenti di difficile interpretazione (Che impatto avrà sulla produzione e consumi il crollo della borsa cinese? Come interpretare la svalutazione dello yuan? Sono affidabili le statistiche?). Questi temi [...]

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    Economia. La crescita delude, non bastano i tagli per ridare fiducia

    Consumi e investimenti. Preoccupa l’aumento del Pil dello 0,2% perché da vent’anni il nostro sistema risponde poco alle misure anticicliche. Le riforme sono giuste ma devono accelerare. di Lorenzo Bini Smaghi Passato qualche giorno dalla pubblicazione dei dati sul Prodotto lordo del secondo trimestre, si può cercare di ragionare a freddo sulle azioni da intraprendere, anche in vista delle prossime scadenze autunnali.È inutile girarci intorno. Il dato – una crescita del Pil dello 0,2%, dopo lo 0,3% del primo trimestre – è deludente, forse addirittura preoccupante. Se è vero che non c’è più il segno meno (era anche ora dopo [...]

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    Risanare il debito. La tentazione sbagliata della patrimoniale

    di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti Illusorio immaginare che con una tassa sulla ricchezza le altre imposte possano calare. Luigi Einaudi avversò chi voleva penalizzare il risparmio, perché così si sarebbe creata una doppia imposizione, prima sul reddito e poi sui suoi frutti Siamo un Paese davvero particolare che, spesso, stenta a chiamare le cose con il loro nome. Prendete l’imposta patrimoniale, che di tanto in tanto viene evocata come possibile soluzione (una tantum) al problema con il quale l’Italia appare costretta a convivere: il debito pubblico, stabilmente oltre i duemila miliardi di euro. La tentazione, indubbiamente, è forte, se si [...]

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    L’analisi. Da manifattura e costruzioni la spinta per la ripresa

    di Marco Fortis Gli ultimi dati economici deludenti sul Pil e sull’occupazione in Italia e nell’Eurozona hanno ridotto ormai a zero ogni speranza che il 2014 possa essere quell’anno di riscossa che soltanto fino a pochi mesi fa ancora ci si attendeva a tutti i livelli: dai centri di previsione più autorevoli ai governi dei maggiori Paesi incluso quello italiano, da Bruxelles alla Bce. La realtà per l’Area della moneta unica si è rivelata purtroppo assai diversa, anche a causa dell’imprevista complicazione degli effetti negativi indotti dalla crisi russo-ucraina. E per l’Italia, in particolar modo, la prospettiva è ormai nella [...]

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    Lo Stato burocratico è fallito da tempo

    Il Dubbio di Piero Ostellino Ricordate l’invocazione di Cromwell: “In nome di Dio, andatevene!” In Francia, la popolarità di Hollande è ai minimi storici del semipresidenzialismo transalpino. Negli Usa, la presidenza federale Obama non sta meglio. In Italia, fingono, persino la Bocconi, di non conoscere il professor Monti, ricomparso come se nulla fosse, dopo la notizia che l’Inps – dal suo governo sovraccaricata dei debiti dell’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici – rischia di fallire. Presidente Letta, la smetta di cercare «coperture finanziarie» (fiscali) ai provvedimenti del governo; dica, piuttosto, al Parlamento che, se non si riducono le dimensioni dello [...]

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    Il dito del contante e la luna della tassazione

    Dover rendere conto delle nostre scelte individuali ad uno Stato che a sua volta non rende conto di come spende quattrini che non sono suoi ma nostri, non è “trasparenza” di Editoriale Non ha avuto fortuna, almeno per ora, l’ipotesi del Ministro Saccomanni di ridurre ulteriormente la soglia dell’uso del contante per aumentare la tracciabilità dei pagamenti. Limitare l’uso della carta moneta può di primo acchito apparire l’uovo di colombo per la lotta all’evasione. Chi non ha nulla da nascondere – si dice – non avrebbe nulla da obiettare. Nello stesso senso, va tutta quella schiera di strumenti di anagrafica [...]

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    Una ordinata ripresa in vista

    di Francesco Daveri Dopo tante false partenze i dati sugli ordini industriali segnalano l’arrivo della ripresa autunnale, soprattutto per le imprese che vendono all’estero. Ma rischia di essere una ripresa senza lavoro se non ritorna il credito e se, invece di riduzioni estemporanee di Imu e Iva, non si tagliano le imposte sul lavoro. LA RIPRESA PARTE DAGLI ORDINI INDUSTRIALI Dopo tante false partenze, dopo tante “luci alla fine del tunnel” intraviste dal politico di turno, ora pare che la sospirata e necessaria ripresa arrivi davvero. E i germogli di ripresa sembrano meno fragili di quelli che si potevano intravedere più o meno un [...]

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