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Letture e approfondimenti per imprenditori (e non solo).

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    Lettera al premier. Come proteggere l’interesse italiano in Europa

    di Francesco Giavazzi, Lucrezia Reichlin e Luigi Zingales Signor Presidente del Consiglio, le dichiarazioni rilasciate a Meseberg dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel sono un segno importante della volontà dei due maggiori Paesi della eurozona di riformare l’Unione monetaria. Se ne discute da anni, proposte diverse sono pervenute da parte di esperti e di istituzioni federali, ma per la prima volta l’iniziativa è stata presa da capi di Stato eletti e questa la rende più credibile. La trattativa che si svolgerà durante l’incontro dei capi di governo la prossima settimana è quindi un momento da [...]

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    Banche alla prova dell’economia dello Smartphone

    Il settore del credito sconta la crisi, l’impatto del digitale e di big come Apple, Amazon, Google, Facebook, Alibaba e Co., a loro volta attivi nell’intermediazione finanziaria e in operazioni di anticipazione o simili a favore dei propri partners e fornitori di Alessandro Pescari È notorio che la crisi del 2008, protrattasi per un decennio, ha cause diverse. Per il sistema creditizio l’acuirsi della crisi da una parte e la trasformazione dei modelli organizzativi dall’altra, ha lanciato una sfida epocale a tutte le banche. Rilevato tra l’altro che: – le sofferenze lorde dei crediti (Npl) dell’Italia secondo il Meccanismo unico [...]

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    Dove va il lavoro nell’economia digitale

    Anche in tema di occupazione, le sfide del mercato globalizzato non devono rappresentare atteggiamenti di retroguardia, bensì aprire una finestra sul futuro. di Alessandro Pescari Da più parti si levano ricette diverse e critiche anche aspre per la regolamentazione del lavoro, per tentare di ridurre il precariato e l’altissima disoccupazione giovanile e per creare maggiori opportunità di lavoro stabile, cancellando finanche alcune disposizioni recentemente introdotte dal Jobs act. Senza entrare nel merito di questioni meramente politiche, l’aspetto che lascia maggiormente attoniti è che ancora oggi la nostra classe dirigente non si renda pienamente conto del cambiamento epocale che stiamo vivendo. [...]

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    La strada tracciata da Confindustria e BDI. Se la politica mette al centro l’industria europea per reagire a Usa e Cina

    di Paolo Bricco L’industria corre veloce. La politica segue. E si ispira correttamente alla prima. La politica industriale non è assistenzialismo. La politica industriale targata Ue – se declinata nella versione comunitaria autorevole e autonoma dai particolarismi nazionali– rappresenta una strategia. Non è una mano cieca che distribuisce soldi ai rottami industriali incapaci di navigare nei mercati internazionali. Esprime – a patto che non sia condizionata dalle pulsioni egemoniche di qualcuno degli Stati membri dell’Unione – una visione strategica e una prassi razionale di misure che servono a conferire solidità e forza innovativa alla base produttiva continentale, così che essa [...]

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    Banche & Regole. Perché il bail-in è del tutto irrazionale

    E’ stato applicato in Italia retroattivamente e scarica sui risparmiatori colpe improprie di Giulio Tremonti Posizionato come è al centro di una ragnatela tessuta con almeno 25 Direttive (europee), 5 Regolamenti (europei), 1 Comunicazione (europea), il “Decreto salva risparmio” (qui di seguito: il Decreto) scritto con un elevatissimo grado di imperscrutabile tecnicismo, ci si presenta come la tipica “monade” europea. Questo rilievo non è – si badi – un rilievo contro l’Europa, ma contro questa Europa. De Gasperi od Adenauer, Schuman o Spaak, avrebbero avuto qualche difficoltà nel riconoscersi in un’Europa così ridotta ad “unione bancaria”. Come minimo ne avrebbero licenziato [...]

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    Occupati forti e deboli. Il lavoro e la risposta “ricardiana” alla crisi

    Come è cambiato il settore in tempo di crisi – Il confronto con il 1964 di Luca Ricolfi Che la lunga crisi iniziata nel 2007 abbia profondamente colpito l’economia italiana è cosa di cui tutti siamo consapevoli. Sappiamo che centinaia di migliaia di imprese hanno dovuto chiudere, sappiamo di aver perso un milione di posti di lavoro, sappiamo che il numero di famiglie in difficoltà è raddoppiato (fino a superare il 30%, nel 2012-2013), sappiamo che il Pil è diminuito di circa il 10%, sappiamo che la capacità produttiva del sistema economico si è contratta del 20 o 25%. Sappiamo [...]

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    Lo scatto che manca all’Italia. L’energia creatrice per superare la crisi

    di Giovanni Belardelli Secondo uno dei grandi economisti del 900, Joseph A. Schumpeter, le crisi economiche comportano un processo di «distruzione creatrice»: se da una parte provocano la chiusura delle imprese meno efficienti, dall’altra stimolano l’innovazione e la ricerca di nuovi campi di attività. Non aveva scritto cosa troppo diversa uno dei massimi rappresentanti del romanticismo europeo, Chateaubriand, che era stato testimone della Rivoluzione del 1789 e dei tormentati avvenimenti dei decenni successivi: «I periodi di crisi raddoppiano le energie vitali negli uomini», osservò nelle Memorie d’oltretomba. In fondo è proprio questo – la crisi come choc, la crisi come [...]

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    Realta’ dei numeri, illusioni italiche. Con la testa sotto la sabbia

    di Lucrezia Reichlin Quasi sessant’anni fa Ennio Flaiano immaginò la storia, divertente e malinconica, di un marziano atterrato a Roma e poi ricevuto dalle maggiori autorità. Ma che cosa accadrebbe oggi, se un inviato proveniente da Marte, terminato un viaggio di ricognizione nel mondo, giungesse in Italia per incontrare ministri e banchieri, politici e industriali, deciso a farsi un’idea del nostro Paese? Proviamo a ipotizzarlo. Dopo avere intercettato grande ottimismo per la ripresa incipiente, il nostro marziano torna in albergo e riguarda gli appunti preparati dai suoi esperti. L’Italia ha oltre il 130 per cento nel rapporto debito-Pil, in crescita: [...]

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    Dalla crisi un paese diverso

    di Mario Deaglio Sul finire del 2008, mentre le Borse precipitavano e le imprese del suo paese denunciavano perdite stellari, il presidente americano George W. Bush fece di tutto, nei suoi discorsi e nei documenti pubblici, per non usare mai la parola crisi, preferendo termini più blandi e meno allarmistici come «rallentamento produttivo» o «inversione di tendenza». Il che fu negativo, per gli Stati Uniti e per il mondo, in quanto portò a un’iniziale sottovalutazione di quanto stava effettivamente succedendo e determinò un grave ritardo negli interventi per arginare gli sviluppi negativi. Nell’Italia (e nell’Europa) di oggi, succede l’esatto contrario: [...]

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