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Semplificazioni. Le imprese bocciano la “stretta” sull’Iva

Il punto. Sotto tiro le modifiche della manovrina sull’esercizio del diritto alla detrazione e sullo split payment

L’audizione in Commissione bicamerale del direttore delle politiche fiscali di Confindustria, Francesca Mariotti

di Federica Micardi

Sono sette i “vizi” che flagellano il sistema fiscale -tributario italiano.

A elencarli ieri alla Commissione bilaterale sulle semplificazioni nel corso di un’indagine conoscitiva su come semplificare il sistema fiscale, è stata Francesca Mariotti, direttore delle politiche fiscali di Confindustria.

Confindustria ammette che la complessità del fisco nostrano è un male antico – lo denunciava Guido Carli già 60 anni fa – e che negli ultimi anni qualcosa è stato fatto e sono stati conseguiti risultati «importanti » ma «insufficienti».

I vizi che affliggono il nostro sistema, per l’associazione degli industriali sono: la superficialità, data la scarsa attenzione all’impatto delle norme introdotte sia a priori che a posteriori; la venalità, perché l’obiettivo è la ricerca spasmodica di gettito; l’ossessione per la patologia, dove per colpire gli evasori si moltiplicano gli oneri per la generalità dei contribuenti; l’instabilità normativa, un esempio per tutti la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva che da 1993 a oggi è cambiata sette volte; la debolezza dei provvedimenti adottati, accompagnata dalla diffidenza del legislatore verso le iniziative di pura semplificazione «scevre da particolarismi ed esenti da effetti finanziari»; la frammentazione territoriale, dove ogni Regione, provincia, Comune ha proprie regole; lo spregio sistematico dello Statuto del contribuente.

Per Confindustria un connubio tra venalità e complessità è presente nel Dl 50/2017 appena convertito con la legge 96/2017 quando modifica gli adempimenti Iva. Stiamo parlando della modifica dei termini per esercitare il diritto alla detrazione Iva e dello split payment, «che – sottolinea Mariotti – tra quattro giorni sarà operativo e ancora mancano le norme applicative». Lo split payment viene ritenuto un intervento e che toglie liquidità alle aziende a fronte di rimborsi dilatati in tempi non prevedibili. È vero che grazie a un emendamento viene snellita “sulla carta” la procedura di erogazione dei rimborsi, eliminando la necessità di accreditare specifici fondi in seno all’amministrazione finanziaria; ma, da una parte, serve ancora un decreto attuativo e comunque, si chiede Confindustria, se la soluzione a questo annoso problema era così semplice perché non è stata adottata prima?

«Per risolvere una buona parte di complicazioni che affliggono il fisco italiano – aggiunge Mariotti – basterebbe rispettare in modo rigoroso le disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente che ha tutti gli antidoti per rendere il sistema fiscale efficace, efficiente, e in linea con i principi della civiltà giuridica e del buon senso ».

La Commissione ha giustificato la necessità di alcuni interventi per contrastare e disincentivare l’evasione fiscale e il lavoro nero..

A questo proposito il direttore delle politiche fiscali di Confindustria sottolinea che «le norme fiscali non sono mai anticipate da una valutazione degli impatti neppure a posteriori e che il contrasto all’evasione è nell’interesse di Confindustria perché l ’evasione è il primo fenomeno di concorrenza sleale e qualsiasi imprenditore sano lo vorrebbe vedere estirpato». Lo strumento adatto, la “via maestra” contro l’evasione Iva per Mariotti è la fatturazione elettronica, il cui utilizzo, presso le imprese andrebbe incentivato con misure reali ed efficaci.

 da Il Sole 24 Ore del 28.06.2017

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