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Primo obiettivo: creare lavoro

Dossier / Le mosse per la crescita
La recessione si batte offrendo opportunità d’impiego. Letta ha annunciato una revisione della riforma Fornero.Intanto le aziende si scontrano con ricavi sempre più bassi e carico fiscale quasi insostenibile. Come se ne esce?

L’economista Pd “Va incentivato chi assume senza scadenza”

Non credo che prevarrà l’idea di mettere in discussione totalmente la legge Fornero» Carlo Dell’Aringa, deputato del Pd ed economista così commenta le dichiarazioni del premier Enrico Letta a proposito della legge di riforma del mercato del lavoro. «È il famoso cacciavite, la legge va aggiustata con un potenziamento degli incentivi alle imprese per assumere a tempo indeterminato, come è scritto nei programmi di tutte le forze politiche». Le aziende però in molti casi non hanno neanche rinnovato i contratti, peggiorando la situazione dei precari. «Era emerso già nelle valutazioni dei saggi lo stimolo all’utilizzo dei rapporti di lavoro temporanei che fanno parte della buona flessibilità perché non sono del tutto precari, hanno garanzia di legge, minimi contrattuali, previdenza e via dicendo. Qualche lamentela è arrivata dalle aziende per la difficoltà di utilizzare il contratto di apprendistato a causa degli adempimenti burocratici. Ad esempio si potrebbe rimuovere l’obbligo di dimostrare con motivi oggettivi il ricorso a contratti a termine». Bisogna però fare i conti con la crisi. «È un problema molto delicato. Si tratta di capire quanto ci sia consenso tra le parti sociali nel rendere più flessibile un contratto temporaneo e non stabile, anche se ha tutte le garanzie di legge. In un periodo di crisi forse val la pena di salvare tutte le occasioni possibili di lavoro. Perché sono più le aziende che decidono di non assumere che quelle che lo fanno». [R. TAL.]

I precari in cifre (dati: Fondazione Hume)

2,3 milioni I lavoratori con contratto a tempo determinato
1 anno La durata del contratto (massima) nel 73% dei casi
943 euro Lo stipendio medio dei lavoratori con contratti a tempo determinato
39% coi genitori I lavoratori a tempo che non hanno lasciato casa
18% laureati Circa 442 mila hanno una laurea

da La Stampa, 3 maggio 2013

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