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    Commenti. Se il manifatturiero cambia pelle la produttività torna a crescere

    di Fabrizio Onida C’è una notizia molto interessante, in questi giorni dominati dall’euroscetticismo di alcuni e dal diffuso pessimismo sulla crescita zero del Paese: da 10 anni l’industria manifatturiera italiana non è più in ritardo nella crescita della produttività rispetto a Germania e Francia. La segnala un lavoro appena uscito di Sergio De Nardis (Luiss) che riprende e integra lavori recenti di ricercatori della Banca d’Italia, dell’Istat e del Centro studi Confindustria basati sulla crescente disponibilità di microdati d’impresa in Italia e in Europa, incluse le revisioni annuali dei dati Istat di valore aggiunto nella contabilità nazionale. Il livello della [...]

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    Società. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

    di Alessandro Pescari Nelle imprese di medie-grandi dimensioni il controllo interno e la gestione dei rischi in ambito aziendale sono attività gestite e presidiate. Al contrario, nelle PMI difficilmente si rileva un ufficio/persona dedita al risk management. Detto ciò occorre quanto prima un cambio culturale dell’imprenditore meno strutturato, anche riguardo alle nuove disposizioni contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.Lgs. 14/2019. Nell’attuale situazione, le imprese (comprese le PMI) devono affrontare l’analisi dei rischi mediante un approccio codificato, ossia che tenga conto del principio di accountability. In sostanza, vi è l’esigenza di fare chiarezza e definire [...]

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    La rincorsa dell’Italia. Produttività, perché serve più innovazione

    di Nino Lo Bianco Il 7° rapporto sulla produttività dell’Istat è impietoso. Negli ultimi 16 anni l’Italia ha conseguito un +0,4%, mentre Francia, Spagna e Regno Unito il 15 per cento. La Germania un +18,3 per cento. Il dato aggregato si è ridotto in questi ultimi due anni ed è previsto ulteriormente in discesa. Il Governo è irritato, ma non per questo i dati miglioreranno. Il fenomeno è frutto, in buona misura, di un contesto poco sistemico. Infrastrutture carenti, eccesso di burocrazia, frammentazione di ruoli e servizi pubblici, una notevole differenza di occupati ecc. L’evidenza di questi dati richiede azioni [...]

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    Commenti. Tecnologie e meno formalismi per la pubblica amministrazione

    di Gianfilippo Cuneo A Torino un ragazzo è stato ucciso da un delinquente che avrebbe dovuto essere in galera. Una aberrazione simile è superata solo in assurdità dalla autoassoluzione fatta in televisione dal Presidente della Corte di Appello: non è colpa sua se il delinquente non è stato tratto in prigione, mancavano i cancellieri! Qualunque manager aziendale che utilizzi scuse simili per non aver raggiunto un obiettivo verrebbe immediatamente licenziato; l’obiettivo di una organizzazione, pubblica o privata, non è il rispetto formale di una procedura, ma ottenere un determinato risultato. Se la procedura è stata sviluppata qualche decennio fa quando [...]

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    Il mercato. I deficit di fiducia che pesano su conti e crescita

    di Alessandro Penati Non ha senso dibattere sui decimali del tasso di crescita previsto nel Def se non si è consapevoli della ragione del rallentamento in corso. La recessione è cominciata a giugno 2018, in coincidenza con l’avvio del nuovo governo, con il Pil sceso dello 0,26% nel secondo semestre. La frenata non è stata causata dal rischio geopolitico globale, o da una crisi delle famiglie consumatrici: il contributo delle esportazioni nette e dei consumi in quel semestre è stato positivo (0,41% e 0,12% rispettivamente). La ragione è prevalentemente nella caduta della fiducia delle imprese, che hanno perciò rallentato gli [...]

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