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Mercati globali. I primati inaspettati dell’export italiano

Le voci più importanti della bilancia commerciale con l’estero

In una categoria di prodotto su quattro il made in Italy si colloca nella top 5 mondiale

di Marco Fortis

Su un totale di 5.206 categorie di prodotti scambiati a livello internazionale, l’Italia nel 2016 si è piazzata 1.424 volte tra i primi 5 Paesi al mondo per migliore bilancia commerciale con l’estero. Dunque, in oltre 1 prodotto su 4 il nostro Paese figura nella top five delle eccellenze mondiali: un primato conquistato con tanti beni e tecnologie di alto livello per qualità e innovazione, spesso definiti di nicchia, ma che poi tanto di nicchia non sono visto che il loro surplus complessivo con l’estero nel 2016 è stato pari alla ragguardevole cifra di 201 miliardi di dollari. Tale è il controvalore dell’attivo commerciale di 228 prodotti dove l’Italia risulta prima assoluta per surplus a livello internazionale, a cui fanno seguito altri 364 secondi posti, 313 terzi posti, 286 quarti posti e 233 quinti posti. Considerato che dei 5.206 beni scambiati nel commercio mondiale (misurati al livello di disaggregazione a 6 cifre della classificazione H62012) parecchi sono semplici materie prime, di cui l’Italia è povera, si tratta di un risultato sicuramente eccezionale per il nostro Paese.

Per la prima volta l’analisi della Fondazione Edison delle eccellenze competitive italiane nel commercio internazionale è stata condotta sulle prime cinque posizioni per surplus commerciale anziché soltanto sui prodotti in cui l’Italia detiene il primo, secondo o terzo posto al mondo per attivo con l’estero. I dati si riferiscono al 2016, ultimo anno per il quale la banca dati delle Nazioni Unite ha aggiornato nel dettaglio i dati per tutti i Paesi del mondo. In particolare, i 228 beni in cui l’Italia è prima a livello internazionale hanno generato nel 2016 un surplus complessivo di 54 miliardi di dollari. Tra questi prodotti in cui il made in Italy si impone sul tetto del mondo per specializzazione internazionale vi sono diversi beni della moda, dell’arredo-casa e dell’alimentare (dalle borsette alle calzature in pelle, dai tessuti pettinati di lana agli occhiali da sole, da alcune tipologie di piastrelle ai pomodori lavorati e alla pasta), ma anche, e in misura crescente con il passare degli anni, molti prodotti della meccanica e dei mezzi di trasporto (macchine per impacchettare, yacht, navi da crociera, apparecchi per riscaldare cibi e bevande, pompe per liquidi, banconi frigoriferi per supermercati, macchine per la lavorazione della carta, del legno, della ceramica e diverse tipologie di macchine utensili per i metalli o di macchine tessili).

Non sono meno importanti i 364 prodotti in cui siamo secondi al mondo per attivo con l’estero (per complessivi 65 miliardi di dollari), che includono molte “corazzate” del made in Italy (dai vini e spumanti agli elicotteri, dalla rubinetteria agli scambiatori di calore, dai freni per veicoli ai collant, dalle mele e i kiwi alle parti di mobili, fino a vari tipi di farmaci). E lo stesso vale per i terzi posti (che esprimono in totale altri 40 miliardi di dollari di surplus, tra cui mobili, ingranaggi, ascensori e montacarichi, trattori, parti di turbine, altre tipologie di piastrelle e farmaci).

La dimostrazione del fatto che negli ultimi due decenni la specializzazione internazionale dell’Italia si è molto ampliata e diversificata emerge dallo spaccato dei surplus con l’estero suddivisi per categorie di beni. Infatti, il nostro Paese, pur restando leader nei prodotti tradizionali della moda, della casa e dell’alimentare, è diventato sempre più protagonista a livello mondiale anche nella meccanica, nei mezzi di trasporto, negli articoli in gomma e plastica e nella farmaceutica. Considerati i 1.424 prodotti in cui ci piazziamo dal primo al quinto posto al mondo per migliore bilancia commerciale con l’estero, ben 600 appartengono alla Automazione-meccanica-gomma-plastica per un controvalore di 104 miliardi di dollari di attivo. L’Abbigliamento-moda detiene 383 posizioni di eccellenza, per un surplus complessivo di 37 miliardi di dollari; l’Arredo-casa 68 posizioni per un surplus di 16 miliardi di dollari e gli Alimentari-vini, infine, vantano 112 prodotti di vertice per un attivo globale a essi relativo di 23 miliardi di dollari. Ma, accanto alle 4 A del made in Italy, se ne può ormai aggiungere anche un’altra, quella delle Altre eccellenze italiane, che comprende prodotti metallurgici, della chimica-farmaceutica, dell’industria della carta e altri, per complessivi 261 beni in cui l’Italia si posiziona dal primo al quinto posto mondiale in termini di surplus, per un attivo 2016 di 21 miliardi di dollari.

Tanti i primati curiosi detenuti dall’Italia nel commercio mondiale. Primati curiosi e forse non molto noti all’opinione pubblica, ma non per questo meno profittevoli per la nostra bilancia commerciale. Tra i primi posti troviamo: i preparati per capelli (494 milioni di dollari di attivo con l’estero), le macchine e gli apparecchi costruiti per essere montati su un veicolo stradale (344 milioni), i liquori e cordiali (343 milioni), i prodotti per il trucco per occhi (319 milioni), le fibbie e fermagli in metallo per abbigliamento (279 milioni), le giostre e gli articoli per parchi di divertimento (228 milioni), i vermuth (161 milioni). Mentre tra i secondi posti spiccano: i fazzoletti e asciugamani di carta (474 milioni), i tappi e sigilli metallici (304 milioni), i formaggi grattugiati (301 milioni) e i prodotti per il trucco delle labbra (205 milioni).

Nel 2016 tutti questi primati hanno consentito all’Italia di detenere la quinta migliore bilancia commerciale manifatturiera del mondo e la seconda d’Europa, posizionamento che sicuramente si è consolidato dopo gli ottimi risultati del 2017.

da Il Sole 24 Ore del 10.04.2018

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