News

Letture e approfondimenti per imprenditori (e non solo).

0

Io, Kafka e le leggi in ufficio. Obbligato a riunirmi con me

La selva delle norme che esasperano le persone oneste

di Beppe Severgnini

Ho tenuto una riunione con me stesso. Il verbale di verifica dell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione (n° 02/13), certifica che presso lo studio «Severgnini Giuseppe» si sono riuniti il dr Severgnini Giuseppe, titolare, e il dr Severgnini Giuseppe, R.s.s.p. (Responsabile dell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione). Severgnini Giuseppe, gestore dell’emergenza, nell’occasione non è stato convocato.Questa piccola folla individuale lavora in uno studio luminoso, affacciato sulla piazza del Duomo di Crema. Un edificio di famiglia, ristrutturato otto anni fa, con molto amore e altrettanta spesa. Mentre scrivo guardo i ragazzi che sbucano dal Torrazzo, le famiglie che scelgono il gelato, gli agricoltori che parlano d’affari sotto i portici (queste erano orgogliose terre di Venezia). È l’Italia che gli stranieri sognano e noi, qua e là, conserviamo. Ho una sola dipendente, ma nel fine settimana è assente. Si chiama Jeanne (rappresentante sindacale di se stessa, addetta al primo soccorso e all’antincendio). Quindi, voi penserete, in ufficio siete in due. Sbagliato: siamo in tre. Perché Franz Kafka è quotidianamente con noi. In spirito, almeno. Lo scrittore di Praga raccontava lo smarrimento davanti alla macchina della burocrazia austroungarica; ma quella italiana e repubblicana, se s’impegna, non è da meno. Il sistema che dobbiamo affrontare è complesso; le norme da rispettare sono numerose, in mutazione vertiginosa e perpetua. Nonostante l’aiuto retribuito di commercialisti, legali, agenzie, consulenti del lavoro e consulenti per la sicurezza c’è sempre il timore di aver dimenticato qualcosa. Limitiamoci alla salute e alla sicurezza negli ambienti di lavoro: un percorso a ostacoli di dichiarazioni, ispezioni, corsi di aggiornamento che rilasciano attestati colorati. Abbiamo in dotazione più estintori (da ispezionare regolarmente) di un autodromo; dobbiamo valutare più rischi di un paracadutista. Rischi prevenzione delle fasi lavorative, rischi di natura infortunistica, rischi di natura igienico-ambientale, rischi di natura trasversale, rischi in merito alle differenze di genere e culturali, rischi macchine attrezzi e impianti, rischio rumore. Anche se l’unico davvero fastidioso proviene da un flautista che si piazza sotto la finestra e suona «Giochi proibiti» dalle tre alle otto di sera. E le norme? D.Lgs. 81/2008 del 09 aprile (Testo Unico) sulla sicurezza del lavoroD.Lgs. 04/12/1992 n° 475 e allegati Direttiva CEE 89/686 «Dispositivi di protezione individuale»D.Lgs. 24/07/1996 n°459 – regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/68/CEE (riavvicinamento delle legislazioni Stati membri relative alle macchine)D.Lgs. 25/11/1996 n°645 – recepimento direttiva 92/85/CEE (miglioramento sicurezza e salute su luogo di lavoro di lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento) D.Lgs. 151/01 (Testo Unico) Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno alla maternità/paternità a norma della Legge 08/03/2000 n°53D.P.R. 462 22 ottobre 2001 protezione scariche atmosfericheDecreto n. 37 del 22 gennaio 2008D.P.R. 12/01/1998 n°37 – regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi a prevenzione incendiD.M 10/03/1998 – criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenzaD.Lgs. 04/08/1999 n°359 – «attuazione della direttiva 95/63/CE che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori»D.Lgs. 17 agosto 1999 n°334 – attuazione della direttiva 96/82/CEE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. Molte di queste norme – lo avete capito – discendono da obblighi europei. In genere, una buona cosa: in molti settori la Ue ha svegliato il pigro legislatore italiano e ci obbliga a comportamenti civili. Ma noi ci abbiamo messo la complicazione, la moltiplicazione, la sovrapposizione, i numeri, i controlli, gli enti, le autorizzazioni e i certificati, miracolosamente moltiplicati come i pani e pesci evangelici (meno necessari, però). Non ho dubbi. Le norme italiane sulla salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro, come molte altre leggi, nascono da buone intenzioni. Create per ostacolare i disonesti, però, finiscono per esasperare gli onesti. Mentre i disonesti, com’è noto, se ne fregano, e tirano avanti impuniti.

 dal Corrriere della Sera del 10.11.2013

© 2013 Studio Ragazzo-Pescari Professionisti Associati - All rights reserved. P.iva 01224480473