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In tempi di crisi. Peter Drucker, economista illuminato

Il mio eroe / di Salvatore Giannella
Peter Drucker, economista illuminato
«In tempi di crisi, avrebbe ancora molto da insegnare», dice Riccardo Illy. «Anche ai nostri politici»

Presidente Illy, i suoi collaboratori scommettono che i suoi eroi sono papà Ernesto e nonno Francesco.
«La sorprenderò. Per me lo spirito guida è Peter Drucker. Ha inventato il management e l’impresa modema. Ho letto tutti i suoi 30 libri e ho applicato le sue idee. È un uomo da riscoprire in tempi di crisi».

Perché? Che cosa lo rende attuale?
«Drucker era un economista austriaco. Durante l’ultima guerra emigrò negli Usa per sfuggire alle persecuzioni razziali. Lì visse insegnando. E delineò i tratti dell’organizzazione moderna. Già (0 anni fa scrisse dell’impresa sensibile, l’azienda che si preoccupa di soddisfare per ultimi gli azionisti e per primi i clienti e gli altri stakeholders (o portatori di interesse). fanno parte di questo insieme: i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori… Lo scopo di un’organizzazione, sia privata che pubblica, con o senza scopo di lucro, è di soddisfare le esigenze di altre persone.»

Anche un profano può capire adesso un aspetto della crisi: quello delle aziende in cui si è privilegiato per primi gli utili degli azionisti invece che soddisfare le mutate esigenze dei consumatori
«A proposito di utili: le scuole tradizionali dicono che lo scopo dell’impresa è fare utili. Invece Drucker ti sorprende anche qui. Bisogna soddisfare anche altri stakeholders, su tutti poneva i collaboratori dell’impresa per i quali lo scopo aziendale dovrebbe essere la loro autorealizzazione. Poi vengono ì fornitori, da remunerare bene in modo da coprire i loro costi e avere un margine per sé. E infine ci sono i finanziatori: e tra questi non c’è grande differenza tra una banca e il socio, la differenza sta solo nel livello di rischio. La banca presta a temine, rischia di meno; il socio presta nel capitale, quindi rischia di più, si aspetterà solo una remunerazione un po’ superiore. Gli utili? Questi sono il costo del futuro. Perché un’impresa opera sì per soddisfare i suoi utenti ma è esposta alla concorrenza e allo sviluppo tecnologico: gli utili servono per investire in ricerca e innovazione».

Ai politici Drucker che cosa dice?
«Che anche comune, una regione, Io Stato hanno per scopo soddisfare le esigenze dei cittadini. Le tre risorse a disposizione sono le stesse di un’impresa privata. Sono le risorse umane (da far crescere grazie alla continua formazione: è quanto ho fatto nella mia esperienza di sindaco di Trieste, quando creammo la prima rete Intranet per collegare 1.500 computer comunali e mettemmo su internet il piano regolatore), le risorse finanziarie e le risorse conoscitive: per esempio, fare crescere queste ultime in modo da poter intercettare i fondi europei. Nei giorni scorsi il ministro Moavero ci ha ricordato che l’Italia non spende il 60% dei fondi europei, 30 miliardi già assegnati a noi e inufiiizzati. Sì, anche ai politici una ripassata di Drucker farebbe bene.»

da Sette / Corriere della Sera, 5 luglio 2013

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