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Il pizzaiolo Johnny: dall’Italia al palco degli eroi di Barack

La citazione. L’invito ai big dell’economia: “Seguite l’esempio di John Soranno, che ha aumentato i salari ai dipendenti

di Michele Farina

«Seguite l’esempio del pizzaiolo John», chiede Barack Obama ai «leader dell’economia americana». John chi? John Soranno, 51 anni, da Minneapolis, fondatore di Pizza Punch e grande innamorato della napoletanità (non solo in forno). L’altra sera tra i 24 ospiti invitati dalla First Lady Michelle a seguire il discorso del presidente al Congresso, seduto in galleria con i veterani dell’Afghanistan e i sopravvissuti all’attentato della maratona di Boston, accanto alla prima donna capo di un’azienda automobilistica (Mary Barra della General Motors) c’era anche un alto, oscuro pizzaiolo del Minnesota con molta Italia nel cuore. Obama l’ha citato parlando del rilancio dell’economia e del tema cruciale dei salari: «John ha aumentato la paga dei suoi dipendenti portandola a 10 dollari all’ora, una decisione che ha alleggerito i loro problemi finanziari e dato una scossa al morale. Fate come lui». Cari boss dell’industria e della finanza, non aspettate la politica che fatica a decidere (in quasi tutti gli Stati Uniti il salario minimo resta fissato a 7,25 dollari all’ora, poco più di 5 euro). Seduto a un passo dalla First Lady, il pizzaiolo Johnny avrà provato una certa soddisfazione. Non è italiano, come ha scritto qualcuno, ma forse avrà pensato ai tranci divorati «Da Gino» a Milano, corso Vercelli, dove «con gli amici da ragazzo» passava ore «mangiando e parlando con i pizzaioli». Sul sito di Punch Pizza questo singolare amministratore delegato ha raccontato la sua storia. «Quando avevo 8 anni mi sono trasferito a Milano con la mia famiglia. Andavo a scuola in tram». Più che le guglie del Duomo, gli rimangono impressi i tavoli Da Gino. John torna in America, si laurea in economia, trova un posto in una compagnia aerea, anche se il suo sogno assopito è aprire una pizzeria. Nel freddo Minnesota, la Scandinavia d’America, la terra di Bob Dylan, dei fratelli Cohen e dell’immigrazione nord-europea, Soranno dà sapore e calore a quel cognome italoamericano puntando sulla tradizione napoletana. Riscoperta in Francia: «Un giorno in vacanza a Nizza siamo finiti con mia moglie in una autentica pizzeria napoletana». È una folgorazione. «Il forno a legna, le bolle un po’ bruciate, i bordi irregolari». Prende la decisione. Torna a Minneapolis e trova un locale davanti a casa. In sei mesi «il pizzaiolo Johnny» apre il primo ristorante. È il 1996. Per apprendere l’arte dei 90 secondi (tanto deve restare una pizza in forno) Soranno riprende l’aereo per l’Italia e va a fare un corso di specializzazione a Napoli. Dove incontra anche l’artista Lello Esposito, che chiamerà a Minneapolis per decorare con le sue tele i ristoranti del gruppo (che nel frattempo sono diventati otto). «Posso testimoniare che la pizza è ottima – racconta Esposito – John è un grande. E anche noi in Italia abbiamo qualcosa da imparare dalla sua lezione».

dal Corriere della Sera del 30.01.2014

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