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Il made in Italy delle piccole imprese. E gli industriali “bruciano” Amazon. Con Storytalia esportazioni online

Il progetto frutto di un accordo raggiunto da Confindustria, Unicredit, Intesa, Poste e Simest. Spazi web al costo di 200-300 mila euro. Nel nome della «dolce vita italiana»

di DARIO DI VICO

La cultura dello storytelling ha fatto breccia anche in Confindustria. C’è bisogno di potenziare le esportazioni delle Pmi offrendo in Rete i loro prodotti ma anche raccontando «le tante storie che stanno dietro alle nostre capacità creative e manifatturiere». E così ieri Paolo Zegna, responsabile per l’internazionalizzazione, ha annunciato il varo di Storytalia, un negozio online esplicitamente rivolto alle piccole e medie imprese dell’alimentare, del design, dell’abbigliamento, delle scarpe e dell’oreficeria.

Web personalizzato

La precedenza sarà data proprio ai prodotti che hanno anche un racconto da offrire e a quelle aziende che non si possono permettere di aprire da sole un negozio monomarca nelle vie principali di Shanghai, New Delhi o Mosca. Il progetto Storytalia partirà in autunno in collaborazione con Poste Italiane ed è il frutto di un accordo operativo raggiunto da Confindustria con Unicredit e Intesa, la Simest e alcuni investitori privati. Lo spazio web personalizzato dovrebbe costare a ciascuna azienda dai 200 ai 300 mila euro e successivamente sarà la società di gestione del sito a occuparsi di tutto, dai pagamenti alle rese.

Era da tempo che Zegna stava lavorando a un progetto di questo tipo – inizialmente si chiamava “Stilnovo” – che ha subito però varie modifiche in corsa. In un primo momento si era parlato di una scelta più tradizionale con l’organizzazione di spazi fisici dentro le catene della grande distribuzione o nei mall ma non si è riuscito a trovare un percorso comune con nessun operatore internazionale. Da qui l’idea di bypassare l’ostacolo e di partire dal web. Non è un mistero che anche Amazon stia pensando a qualcosa del genere con un’offerta di servizio chiavi in mano rivolta proprio alle Pmi che vogliono esportare direttamente e non solo come fornitori di una grande griffe.

Ambizione orientale

Nell’e-commerce del made in Italy esiste, poi, un’ampia collaborazione tra la Yoox di Bologna e i grandi marchi del lusso italiano, ma per l’appunto riguarda ora solo i big e non i piccoli. Non è sfuggito poi a Confindustria il grande interesse con il quale Google e Samsung guardano al made in Italy diffuso e ai distretti.

L’obiettivo di Storytalia inquadrato sul lato mercato è ambizioso perché punta a «esportare la dolce vita italiana» in quei Paesi dove si addensano i 200 milioni di nuovi benestanti che ci saranno nel mondo da qui al 2019. Non tutti i mercati sono ugualmente aperti e Confindustria, per orientare gli associati, ha costruito un indice di accessibilità. Gli Emirati risultano in testa seguiti spesso dalla Malesia e dai mercati europei. Russia e Cina non si collocano mai tra i primi dieci Paesi per facilità di ingresso. Oltre all’e-commerce per raccontare le storie italiane si fa grande affidamento sul cinema e a film pensati per il mercato internazionale.

dal Corriere della Sera del 06.05.2014

 

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