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Gestione d’impresa. Legge di Bilancio 2019/2: novità per investimenti d’impresa

di Alessandro Pescari

Come di consueto, la legge di Bilancio interviene su molteplici temi sia a carattere finanziario, sia di specifiche previsioni che impattano su soggetti diversi.

In particolare, tra le varie disposizioni, si contano diversi commi che introducono significative misure per sostenere le imprese anche dal lato delle risorse finanziarie.

Premesso quanto sopra, si passano in rassegna le novità più significative proponendone una sintesi (riferimento art. 1):

- comma 206. Al fine di promuovere gli investimenti in capitale di rischio degli operatori professionali, lo Stato, tramite il MISE, può sottoscrivere quote o azioni di uno o più Fondi per il Venture Capital o di uno o più fondi che investono in Fondi per il Venture Capital;

- comma 209. Per le finalità di cui al comma 206, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico, il Fondo di sostegno al Venture Capital con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021;

- comma 210. I Fondi di previdenza obbligatoria e le forme di previdenza complementare possono destinare somme fino al 10% dell’attivo patrimoniale, per finalità di piani di risparmio a lungo termine e che investono anche in quote o azioni di Fondi per il Venture Capital;

- comma 213. Sono Fondi per il Venture Capital di cui al comma 212 e di cui all’art. 1, c. 89, lett. b-ter) L. 232/2016, gli organismi di investimento collettivo del risparmio che destinano almeno il 70% dei capitali raccolti in investimenti in favore di piccole e medie imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE, che soddisfano determinate condizioni;

- comma 216. Con l’obiettivo strategico di sostenere il tessuto economico produttivo più innovativo ed assicurarne lo sviluppo e la crescita nell’interesse generale del Paese, le entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d’esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono utilizzate, in misura non inferiore al 15% del loro ammontare, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, per investimenti in Fondi per il Venture Capital;

- comma 217. Al fine di incentivare e rendere più efficienti tutte le fasi degli investimenti nel campo dell’innovazione, viene espressamente codificata la figura del “Business Angel” nel Tub (art. 1 D.Lgs. 58/1998), definendo quegli investitori a supporto dell’innovazione che hanno investito in maniera diretta o indiretta una somma pari ad almeno euro 40.000 nell’ultimo triennio;

- comma 218. Per l’anno 2019, le aliquote di cui all’art. 29 D.L. 179/2012 - incentivi all’investimento in Start-up innovative - sono incrementate dal 30 al 40%. Nei casi di acquisizione dell’intero capitale sociale di start-up innovative da parte di soggetti passivi dell’imposta, sul reddito delle società, diverse da imprese start-up innovative, le predette aliquote sono incrementate, per l’anno 2019, dal 30% al 50%, a condizione che l’intero capitale sociale sia acquisito e mantenuto per almeno 3 anni;

- comma 228. Per i due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31.12.2018, alle micro e piccole imprese è attribuito un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro.

da Ratio Quotidiano del 23.01.2019

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