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Gestione d’impresa. “Imprese in Ripresa 2.0″ – nuovo accordo per il credito 2019

di Alessandro Pescari

Rilevata la necessità di intervenire per rafforzare la ripresa economica, anche alla luce di una tendenziale stagnazione, in data 15.11.2018, l’ABI e le Organizzazioni imprenditoriali Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confersercenti) hanno sottoscritto l’Accordo per il Credito 2019.

La misura ha per oggetto:

- la sospensione, per un periodo massimo di 12 mesi, del rimborso della quota capitale dei finanziamenti, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e nella forma tecnica del leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing;

- l’allungamento della scadenza dei finanziamenti fino al massimo del 100% della durata residua del piano di ammortamento. L’Accordo prevede anche la possibilità di allungare i finanziamenti a breve termine e il credito agrario di conduzione per un periodo massimo pari rispettivamente a 270 giorni e 120 giorni.

Le imprese interessate che possono chiedere la sospensione/allungamento dei finanziamenti sono le micro, piccole e medie imprese (PMI), secondo la definizione della Comunità Europea (imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro).

I requisiti che deve avere l’impresa per ottenere la sospensione/allungamento del finanziamento sono i seguenti:

- l’impresa, al momento della presentazione della domanda, deve essere in bonis, ossia non deve avere posizioni debitorie classificate dalla banca finanziatrice come esposizioni non performing ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni;

- l’impresa non deve avere già ottenuto la sospensione o l’allungamento dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Le richieste possono essere presentate dalle imprese alle banche aderenti a partire dal 1.01.2019 e fino al 31.12.2020, in relazione a finanziamenti in essere al 15.11.2018. Fino al 31.12.2018, le imprese potranno comunque continuare a presentare domande di sospensione/allungamento dei finanziamenti secondo le previsioni contenute nell’Accordo per il credito 2015, esclusivamente per i finanziamenti in essere al 31.03.2015.

In ordine alle domande presentate, le banche sono chiamate a rispondere entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda (completa delle informazioni eventualmente richieste).

La banca valuta la concessione della misura in relazione alle singole domande e senza alcuna forma di automatismo, attenendosi al principio di sana e prudente gestione e nel rispetto delle proprie procedure.

Le condizioni economiche rimarranno invariate, fatta salva la possibilità per la banca di aumentare il tasso rispetto a quello pattuito originariamente, qualora lo stesso istituto di credito dovesse incontrare maggiori oneri per l’accoglimento della richiesta proveniente dalla PMI. Tuttavia, l’Accordo sottoscritto, prevede che l’incremento del tasso di interesse non potrà comunque superare i 60 punti base.

da Ratio Quotidiano del 28.11.2018

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