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Cena conviviale e probabilità di default

Si è svolta mercoledì 24 luglio 2013, a Limite sull’Arno, presso la Villa Oratorio, la tradizionale cena conviviale, prima delle ferie estive, dell’Associazione dei Commercialisti del Circondario Empolese-Valdelsa.

Quest’anno, considerando il periodo di crisi che contraddistingue più che mai la vita di dottori commercialisti, banche e imprese, l’Associazione dei Commercialisti del Circondario Empolese-Valdelsa, con il patrocinio della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano e della Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, ha fatto precedere il momento conviviale da una conferenza dal titolo “Prepararsi al default?”.

Relatore è stato il professor Francesco Lenoci, Docente di Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda II presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il professor Lenoci ha preliminarmente segnalato le differenze tra il periodo ante crisi e il 2012: meno 7% con riguardo al Pil, meno 9% per quanto concerne il reddito disponibile delle famiglie, meno 25% relativamente alla produzione industriale, meno 5,5% in relazione alle ore lavorate, meno 500.000 unità con riguardo al numero di persone occupate.

Purtroppo, le brutte notizie non sono finite. Ha infatti ricordato il professore che siamo al settimo trimestre consecutivo di recessione, che il Pil calerà anche nel 2013 e che il reddito pro capite così come il crollo dei consumi è ai livelli del 1997. Di contro, su Imu e Iva è dapprima calato il silenzio in attesa di trovare le risorse e in questi giorni cominciano le prime ammissioni sulla complessità, ed elevata improbabilità di poter attuare il piano di alleggerimento, mentre anche il Fondo Monetario Internazionale esprime contrarietà a manovre sull’Imu.

E ancora, la crisi immobiliare e il conseguente calo dei prezzi delle case, in assenza di un repentino cambio di rotta, rischia di scaricare le sue conseguenze sulle banche maggiormente esposte sui mutui. Come noto, alcune primarie banche hanno nei loro attivi di bilancio ammontari per crediti deteriorati superiori ai rispettivi valori di patrimonio.

E ancora, i primi 10 gruppi bancari nel 2011-2012 hanno sostenuto perdite d’esercizio pari, rispettivamente, a 26 e 2 miliardi di euro.

E ancora, gli impieghi delle banche a famiglie e società non finanziarie sono diminuiti per il quattordicesimo mese consecutivo.

E ancora, il rapporto debito/Pil del nostro Paese ha superato il 130%.

È in questo contesto che l’Italia, con oltre 2.000 miliardi di debito espresso in Titoli di Stato che tutti i giorni sono sul mercato, è finanziariamente estremamente fragile ed esposta agli umori degli investitori, negativamente influenzati dai downgrading delle agenzie di rating, che proseguono da tempo senza soluzione di continuità.

Rebus sic stantibus, il professor Francesco Lenoci ha ritenuto tecnicamente possibile, anzi abbastanza probabile, il default del Paese Italia, a meno che non ci sia, finalmente quantunque sull’orlo del baratro, una reazione che porti l’Italia a fare i compiti, sia in classe che a casa, durante l’anno lavorativo e i periodi di ferie. Come? Lottando contro la disoccupazione, ripristinando la normale erogazione di prestiti all’economia, portando avanti il risanamento di bilancio, promuovendo la crescita, modernizzando la pubblica amministrazione, correggendo il malfunzionamento della giustizia civile.

Ma non basta. Occorre, anche, che le imprese storiche e le imprese innovative (come quelle de “Le Donne del Vino”) si mettano in testa al gruppo delle imprese “a tirare” (come in una gara ciclistica).

E le banche? Ciò che sta in generale avvenendo da un po’ di tempo è che le banche mettono a rientro le imprese in bonis. È di tutta evidenza che le banche debbono cambiare strategia, finanziando sia le citate imprese storiche che innovative, sia la filiera dei loro fornitori e clienti.

Non si può, peraltro, tacere che le imprese in bonis debbono porre fine all’assurda prassi di rifilare “bidoni” alle banche, mediante un utilizzo spregiudicato delle procedure concorsuali.

Solo se tutto ciò verrà fatto, sia pure all’ultimo minuto, potremo constatare, secondo il professor Francesco Lenoci, che su questo nostro amato Paese il rosso di sera non si è scolorito.

Associazione dei Commercialisti del Circondario Empolese-Valdelsa del 24/07/2013

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