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Letture e approfondimenti per imprenditori (e non solo).

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    Commenti. Serve un riformismo radicale per rendere inclusiva la crescita

    di Mario Calderini e Stefano Micelli Il nuovo conflitto sociale, ha scritto Guido Tabellini sulle pagine del Foglio una decina di giorni fa, mette a confronto chi dispone dei mezzi economici e le competenze per affrontare la globalizzazione e chi dalla globalizzazione è sopraffatto. Se ci ostiniamo a guardare la politica e la società con gli occhi del Novecento non andiamo lontano: la contrapposizione fra capitale e lavoro spiega poco le tensioni sociali ed economiche di questi anni e fa ancora più fatica a spiegare i fenomeni politici che da queste tensioni derivano. Per contro, ragionando sull’opposizione fra sommersi e salvati dalla [...]

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    Commenti. Senza equità e conti in ordine crescita e welfare sono a rischio

    Quota 100, flat tax e reddito di cittadinanza penalizzano i dipendenti e le classi medie di Pietro Reichlin La solidità dello Stato sociale si basa su due pilastri: l’equità “orizzontale” del carico e dei benefici fiscali e la stabilità dei conti pubblici. Il primo principio significa che i cittadini nella stessa situazione economica devono essere trattati dal fisco nello stesso modo, e la stabilità dei conti significa che la spesa sociale non deve gravare in misura progressivamente maggiore sulle generazioni future. Se mancano queste condizioni, il patto sociale salta, e i cittadini perdono ogni appetito per la solidarietà. Il successo [...]

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    Società. La tesoreria aziendale

    di Alessandro Pescari L’equilibrio economico-finanziario a carattere aziendale rappresenta il presupposto essenziale per la verifica dell’efficienza dell’impresa. Anche il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.Lgs. 14/2019 richiama in più punti tale aspetto. In particolare, recita (art. 2, c. 1), “ai fini del presente codice si intende per: a) «crisi»: lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate; b) «insolvenza»: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, [...]

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    Commenti. Per riavvicinare i cittadini all’UE servono più efficienza e crescita

    di Carlo Ferro La stanchezza e i dubbi con cui ci avviciniamo al 26 maggio contrastano con l’entusiasmo e le prospettive con cui nel giugno 1979 votammo per la prima volta per l’elezione del Parlamento europeo a suffragio universale. Non è solo una questione politico-culturale fra nuovi sovranismi e Brexit. Ci sono cause profonde legate al funzionamento dell’Unione europea e alla sue ricadute economico-sociali. Bastano tre dati a riassumerle. 1 Il Pil della zona Ue negli ultimi 3 anni è cresciuto del 2,1%, poco più della metà rispetto al +3,6% del triennio precedente il 1979; 2 L’allargamento del numero dei [...]

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    Commenti. Se il manifatturiero cambia pelle la produttività torna a crescere

    di Fabrizio Onida C’è una notizia molto interessante, in questi giorni dominati dall’euroscetticismo di alcuni e dal diffuso pessimismo sulla crescita zero del Paese: da 10 anni l’industria manifatturiera italiana non è più in ritardo nella crescita della produttività rispetto a Germania e Francia. La segnala un lavoro appena uscito di Sergio De Nardis (Luiss) che riprende e integra lavori recenti di ricercatori della Banca d’Italia, dell’Istat e del Centro studi Confindustria basati sulla crescente disponibilità di microdati d’impresa in Italia e in Europa, incluse le revisioni annuali dei dati Istat di valore aggiunto nella contabilità nazionale. Il livello della [...]

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    Società. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

    di Alessandro Pescari Nelle imprese di medie-grandi dimensioni il controllo interno e la gestione dei rischi in ambito aziendale sono attività gestite e presidiate. Al contrario, nelle PMI difficilmente si rileva un ufficio/persona dedita al risk management. Detto ciò occorre quanto prima un cambio culturale dell’imprenditore meno strutturato, anche riguardo alle nuove disposizioni contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.Lgs. 14/2019. Nell’attuale situazione, le imprese (comprese le PMI) devono affrontare l’analisi dei rischi mediante un approccio codificato, ossia che tenga conto del principio di accountability. In sostanza, vi è l’esigenza di fare chiarezza e definire [...]

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    La rincorsa dell’Italia. Produttività, perché serve più innovazione

    di Nino Lo Bianco Il 7° rapporto sulla produttività dell’Istat è impietoso. Negli ultimi 16 anni l’Italia ha conseguito un +0,4%, mentre Francia, Spagna e Regno Unito il 15 per cento. La Germania un +18,3 per cento. Il dato aggregato si è ridotto in questi ultimi due anni ed è previsto ulteriormente in discesa. Il Governo è irritato, ma non per questo i dati miglioreranno. Il fenomeno è frutto, in buona misura, di un contesto poco sistemico. Infrastrutture carenti, eccesso di burocrazia, frammentazione di ruoli e servizi pubblici, una notevole differenza di occupati ecc. L’evidenza di questi dati richiede azioni [...]

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    Commenti. Tecnologie e meno formalismi per la pubblica amministrazione

    di Gianfilippo Cuneo A Torino un ragazzo è stato ucciso da un delinquente che avrebbe dovuto essere in galera. Una aberrazione simile è superata solo in assurdità dalla autoassoluzione fatta in televisione dal Presidente della Corte di Appello: non è colpa sua se il delinquente non è stato tratto in prigione, mancavano i cancellieri! Qualunque manager aziendale che utilizzi scuse simili per non aver raggiunto un obiettivo verrebbe immediatamente licenziato; l’obiettivo di una organizzazione, pubblica o privata, non è il rispetto formale di una procedura, ma ottenere un determinato risultato. Se la procedura è stata sviluppata qualche decennio fa quando [...]

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    Il mercato. I deficit di fiducia che pesano su conti e crescita

    di Alessandro Penati Non ha senso dibattere sui decimali del tasso di crescita previsto nel Def se non si è consapevoli della ragione del rallentamento in corso. La recessione è cominciata a giugno 2018, in coincidenza con l’avvio del nuovo governo, con il Pil sceso dello 0,26% nel secondo semestre. La frenata non è stata causata dal rischio geopolitico globale, o da una crisi delle famiglie consumatrici: il contributo delle esportazioni nette e dei consumi in quel semestre è stato positivo (0,41% e 0,12% rispettivamente). La ragione è prevalentemente nella caduta della fiducia delle imprese, che hanno perciò rallentato gli [...]

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